██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Rastafarianesimo
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwcqmovimento rastafari (detto anche solo mwcgrastafari, mwcwmovimento rasta o mwdarastafarianesimo, benché quest'ultimo nome non sia considerato corretto) è un modo di vivere spirituale (mwdwlivity) nato negli mweaanni trenta del mweqNovecento, che si presenta come erede del mwegcristianesimo. È considerato da molti una vera religione, per la presenza di un libro sacro (la mwewBibbia) e la venerazione di un mwfaDio (chiamato mwfqJah). Prende il suo nome da mwfgRas, titolo nobiliare etiope, e Tafari, ossia il nome dell'mwfwimperatore mwgaHailé Selassié prima della sua incoronazione
In seguito alla sua incoronazione, i rastafari (nome di chi si riconosce in questo movimento, spesso anche abbreviati in rasta) riconobbero in lui mwggGesù Cristo nella sua "seconda venuta in maestà, gloria e potenza", o in ogni caso come una manifestazione di mwgwDio in terra come profeticamente annunciato dalle mwhaSacre Scritture, essendo egli diretto discendente della tribù di Giuda che affonda le sue radici nell'incontro tra mwhqre Salomone (figlio di Davide) e la mwhgregina di Saba, episodio narrato nella mwhwBibbiacite-ref-1[1] e nell'antico libro chiamato mwjaKebra Nagast, che riveste una certa importanza nella tradizione della mwjqChiesa ortodossa etiope a cui tutti i mwjgrasta fanno riferimento (in accordo con l'esempio di Ras Tafari stesso)cite-ref-2[2]. L'incoronazione di Hailé Selassié aveva anche una valenza politica, oltre che religiosa, essendo all'epoca l'Etiopia l'unico stato indipendente del mwkwcontinente africano. Centrale alla spiritualità rastafari è la credenza monoteistica in un unico Dio, chiamato Jah, forma contratta del nome biblico di Dio YHWH, (come ad esempio nel termine Allelujah) che risiede parzialmente in ogni individuo.
Il movimento rastafari è afrocentrico e concentra l'attenzione sulla diaspora africana, che crede sia oppressa dalla società occidentale, o "Babilonia". Molti Rasta chiedono il reinsediamento di questa diaspora in Africa, un continente che considerano la Terra Promessa, o "Zion". I Rasta si riferiscono alle loro pratiche come "livity", una via di vita spirituale che si manifesta anche tramite le azioni quotidiane. Gli incontri comunitari sono noti come "groundations" o mwlqnyahbinghi e sono caratterizzati da musica, canti, discussioni e il fumo di cannabis, quest'ultimo considerato un sacramento con proprietà benefiche ma non un obbligo, infatti non tutti i rasta utilizzano la cannabis e non in tutti gli incontri viene utilizzata.
Il movimento si è ispirato alla predicazione del leader mwlwMarcus Mosiah Garvey. Altri elementi di spicco, che hanno avuto un ruolo primario nella nascita di questo credo sono stati mwmaLeonard Howell, H. Archibald Dunkley e Joseph Nathaniel Hibbert. A partire dagli mwmwanni settanta la cultura mwnarasta ha aumentato la propria diffusione nel mondo grazie agli artisti della musica mwnqreggae, tra i quali mwngBob Marley, mwnwPeter Tosh, mwoaBurning Spear e numerosi altri, che ne veicolavano i contenuti. Nel 2001 il numero di mwoqrasta nel mondo è valutabile a 1.000.000 di persone (da altre fonti anche 10.000.000 o 15.000.000 di persone).cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Origini storiche
Sebbene questo sentimento religioso sia nato in Etiopia, esso si è sviluppato contemporaneamente in tutto il mondo, presso popolazioni non-etiopiche, soprattutto nei caraibi e con un gran numero di fedeli in Giamaica in seguito all'incoronazione di mwtqHailé Selassié, verificatasi nel mwtg1930.
Fondamentale per la sua affermazione fu il mwuamovimento etiopista, che già nel mwuqXIX secolo agitava molte comunità africane e della mwugdiaspora nera. Era una corrente di ispirazione cristiana che rivendicava il recupero della dignità culturale e nazionale degli africani, turbati dalla deportazione e dalla schiavitù, mediante il riferimento spirituale e politico all'Etiopia. Nei primi del Novecento, gli etiopisti, guidati da mwuwMarcus Garvey, il cui ministero è spesso assimilato dai rasta a quello di mwvaGiovanni Battista precursore di Cristo, cominciarono a proiettare una viva attesa messianica di riscatto sull'mwvqEtiopia, e, il 2 novembre 1930, dopo aver assistito alla sua incoronazione, alcuni discepoli di Garvey, capeggiati dal carismatico mwvgLeonard Howell, videro in mwvwHailé Selassié il mwwaMessia atteso, che non era però, nella loro interpretazione, un generico liberatore politico, ma mwwqGesù stesso come descritto nelle profezie biblice della seconda venuta di Cristo.
Questa persuasione diede il via ad un nuovo e autonomo movimento, detto in seguito Rastafari, in virtù del titolo nobiliare mwwwRas e il nome di Hailé Selassié prima dell'incoronazione, quindi Ras Tafari , per indicare la propria identificazione con Hailé Selassié, la cui rivelazione diventò il punto di riferimento essenziale. Dopo l'intensa predicazione dei primi seguaci in Africa e in America ed una prima rapida espansione, a metà del mwxaXX secolo, nelle mwxqIndie occidentali, negli Stati Uniti e in mwxgInghilterra, il movimento rastafari si è di seguito radicato ovunque sul globo, grazie agli insegnamenti del libro sacro, la mwxwBibbia, del mwyaKebra Nagast e soprattutto grazie al potere mediatico della sua vivace cultura musicale, legata in particolare al mwyqreggae, che ne veicola il messaggio teologico, seppur la musica sacra rastafari e il nyahbinghi.
Dottrina e caratteristiche fondamentali
La dottrina rastafari è fondata sull'esempio e la predicazione di Hailé Selassié. I rastafari accettano gli insegnamenti teologici e morali di Gesù, custoditi dall'antichissima mwaatradizione etiopica ortodossa, e credono che l'imperatore abissino li attualizzi e compia profeticamente in quanto Cristo, tornato secondo le esigenze dell'uomo moderno. Perciò, essi credono nella divinità di Cristo, nella mwaqTrinità, nella mwagresurrezione dei corpi, nella mwawverginità di Maria ed in tutti gli altri mwbadogmi della cristianità ortodossa. Anche se molti membri lo considerano Dio sceso in terra (il Padre, chiamato mwbqJah).
Il loro mwbwTesto Sacro è costituito dal canone biblico etiopico, stabilito da Hailé Selassié, composto dall'Antico e dal Nuovo Testamento e dai testi ufficiali che contengono la testimonianza storica del re. In accordo con la tradizione etiopica, raccolta nel mwcaKebra Nagast, e nei passi biblici, i rastafari credono che l'Etiopia sia la mwcqNuova Gerusalemme, la nazione eletta alla custodia della cristianità nei tempi della frammentazione e della falsificazione, sino all'avvento secondo di Cristo, compiutosi nel sovrano di mwcgAddis Abeba.
Nel mwdaKebra Nagast è riportato l'incontro tra mwdqre Salomone e la mwdgregina di Saba, descritto anche dalla mwdwBibbia (mwea1 Re mweq10cite-ref-5[5]; mwfg2 Cronache mwfw9cite-ref-6[6]); ella, curiosa di conoscere la straordinaria saggezza del Re, si reca a mwhaGerusalemme e dalla relazione amorosa sorta tra i due nasce mwhqMenelik, capostipite della dinastia regale etiopica. L'Etiopia riceve la missione di preservare la purezza della cristianità dopo il rifiuto di Israele e di custodire il carisma del trono davidico a cui è destinato sin dall'inizio del mondo. A riprova della sua elezione, l'Etiopia riceve l'mwhgarca dell'Alleanza, oggi conservata in un santuario di mwhwAxum. mwiaHailé Selassié fu l'ultimo regnante ad occupare il seggio di mwiqDavide, prima della dissoluzione della monarchia, e questo incoraggia i rastafariani a riconoscere in lui il compimento delle promesse divine. La mwigBibbia dice infatti:
Non sarà tolto lo scettro da Giuda, nè il bastone del comando tra i suoi piedi, finchè verra colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli. Genesi 49:10
Essi osservano i mwjqdieci comandamenti del mwjgSinai e alla legge ebraica, oltre che alle regole d'amore dettate da Cristo: "Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente" e "Ama il prossimo tuo come te stesso" (Luca 12, 28-31). Istruiti dalla tradizione etiopica e dalla decisiva predicazione di Hailé Selassié, i rastafari nutrono un particolare rispetto per le altre culture religiose, ripudiando comunque ogni politeismo, e parlano di "parentela spirituale" dei mistici di tutte le culture storiche, utilizzando un'espressione del Re stesso. Pur difendendo il primato della propria identità, i rastafari sostengono che si pervenga alla salvezza mediante la Fede nel Divino e l'osservanza della morale naturale, al di là delle posizioni teologiche e metafisiche: da questo procede il loro vivo interesse per gli altri culti monoteistici considerati, sempre in riferimento ad una frase di Hailé Selassié, "vie del Dio vivente", che non è possibile giudicare. Sono dottrinalmente contrari al settarismo religioso.
Inoltre essi professano i precetti politici che il Re ha trasmesso loro, completando la rivelazione storica. Credono dunque in una moralità internazionale retta dal principio della sicurezza collettiva, dell'autodeterminazione dei popoli, dell'uguaglianza dei diritti, della non-interferenza, e nel riconoscimento di un ordine sovra-nazionale che ripudi la guerra, per la ricomposizione pacifica delle dispute e per la risoluzione dei problemi comuni, istituzionalmente governato dall'mwlqONU. Credono nella necessità di costruire sistemi politici liberali e democratici, fondati sull'osservanza della mwlgdichiarazione dei diritti umani e difensori della libertà mwlwcivile, mwmaeconomica, spirituale e culturale, rifiutando dunque ogni ideologia e mwmqstatolatria totalitaristica, di destra e sinistra, che assorba l'anima umana, possesso esclusivo di mwmgDio; credono inoltre nella necessità di uno Stato socialmente impegnato, che non si limiti a garantire negativamente la libertà, ma che guidi ed educhi l'uomo, pur laicamente, al rispetto del prossimo e del Signore.
Inoltre, i rastafari sostengono che sia necessario affrontare con particolare attenzione, per il benessere dell'intero globo, il problema del continente africano, il più povero ed afflitto del pianeta in virtù di secoli di sfruttamento e aggressioni, eticamente meritevole di una riparazione storica. Forti dell'esempio di Hailé Selassié, considerato comunemente il padre dell'Africa unita e principale fondatore dell'mwnaOrganizzazione dell'unità africana, chiedono che l'Africa realizzi l'unione continentale, liberandosi dalla dipendenza dai poteri stranieri, recuperando la propria identità, e sviluppandosi secondo modelli politici e culturali propri, che tali poteri hanno cercato e cercano di strapparle. Gli africani deportati, in particolare, per raggiungere la pienezza di sé e fronteggiare il proprio disagio storico, devono ricordare le proprie origini e onorarle, e lavorare attivamente per questa causa: è in tale ottica che l'idea di rimpatrio, a cui Hailé Selassié dedicò parte delle sue energie e per cui mise a disposizione un ampio territorio etiopico, acquisisce un significato vitale.
I rastafari hanno fede in Hailé Selassié per varie ragioni:
• credono che egli esprima una santità assoluta e che abbia compiuto opere miracolose, principalmente di natura politica, in Etiopia e nel mondo;
• credono che egli, come Gesù, compia le profezie della mwoqBibbia, sia in termini espliciti che allegorici, ponendo particolare attenzione sull'mwogApocalisse di Giovanni;
• credono nella veridicità dei suoi titoli e nella sua testimonianza, che tendono a proiettarlo nella trascendenza e nel mistico;
• pensano che tali posizioni ignorino il contenuto della Rivelazione, e che l'atteggiamento "restio" di Hailé Selassié compia perfettamente le linee della mwpqcristologia cristiana.
I rastafari rifiutano l'idea del decesso fisico o spirituale di Hailé Selassié, credendo nel suo occultamento volontario agli occhi degli uomini secondo la mwpwteologia cristiana. I misteri che ancora oggi avvolgono la scomparsa di Hailé Selassié (la mancanza di foto, video, la negazione dei funerali, la scelta di non mostrare il suo corpo, la provata falsità delle cause fisiche addotte per giustificare il decesso) sono per loro la dimostrazione della veridicità della propria fede. Credono dunque che Hailé Selassié sia ancora corporalmente vivo e presente sul trono d'Etiopia e che essi costituiscano il Suo Regno.
L'idea che il movimento rastafari sia riservato agli africani e che escluda la partecipazione dei "bianchi" non è assolutamente vera. Hailé Selassié, secondo lo spirito del Vangelo, ha insegnato l'assoluta uguaglianza delle etnie ed ha predicato il proprio messaggio a tutte le nazioni. Sono presenti tra gli occidentali forti comunità rastafari e personalità importanti per la storia del movimento. I rastafari, in accordo con i precetti di Hailé Selassié e con i contenuti della Bibbia, predicano il rispetto del proprio corpo. Praticano l'esercizio fisico e il rifiuto dalle droghe, ad eccezione della marijuana usata per scopi meditativi da alcuni membricite-ref-7[7] come pratica facoltativa. Si astengono anche dal consumo di cibi impuri, rispettando le leggi alimentari kosher. Vivono perciò secondo quella che loro chiamano mwrw"pratica dell'Ital", un modo "vitale" di intendere il proprio rapporto con la Creazione.
Sion e Babilonia
La nostalgia per la Terra Promessa, identificata nella Bibbia con mwswSion, è un tema fondamentale nella Spiritualità rastafari, intesa come metafora della nostalgia e del desiderio di ritorno alla patria ancestrale africana. Sion è vissuta in opposizione a mwtaBabilonia, che nella Bibbia è il luogo della mwtqcattività babilonese e nella teologia rastafari assume il significato della società occidentale.
Una delle caratteristiche e principio fondamentale della Livity Rastafari è il contatto con la Natura, ripudiano quindi la società moderna, che instaurandosi è andata oltre il semplice dominio della natura, rovinandola con l'eccesso della produzione capitalista e l'ideologia neo-liberista; si può quindi dire che i Rastafari sono contro l'industrializzazione e a favore dello sviluppo sostenibile sociale e ambientale. Molti di loro proprio in nome di questi principi vivono o vorrebbero vivere coltivando la terra e restando a contatto con la natura e fuori dal caos dell'odierna società in disordine, chiamata da loro "Babilonia".
I dreadlocks e il mito di Sansone
I rastafari sono comunemente conosciuti per i cosiddetti mwvgdreadlocks, delle lunghe e dure ciocche annodate che caratterizzano la chioma di molti fedeli. Si tratta di una pratica facoltativa e infatti si possono incontrare rastafari senza dreadlocks. Queste costituiscono la realizzazione materiale di un voto biblico, il mwvwnazireato, descritto nella legge mosaica (mwwaNumeri mwwq6cite-ref-8[8]) e custodito nella Cristianità dalla sola tradizione etiopica. Questa pratica ascetica comporta la consacrazione del proprio capo e dunque l'astensione dalla tonsura e dalla pettinatura, generando naturalmente le celebri trecce (mwxgGiudicimwxw16:13-19cite-ref-9[9]); implica inoltre l'astensione da alcolici. Queste tuttavia sono pratiche assolutamente facoltative e pertanto non obbligatorie, sebbene sia predicata l'astensione dalle forme di ubriachezza.
La mwzqBibbia racconta di come un mwzgAngelo apparve alla madre di mwzwSansone, ammonendola di non tagliargli i capelli e farlo crescere puro, illibato e nazireo. La figura di Sansone pelato, cieco, incatenato, è un esempio di ciò che può accadere a chi usa il mw0ametallo di mw0qBabilonia (secondo alcuni, con questa espressione si suole indicare il bronzo, l'argento e l'oro dei quali sarebbe stato saccheggiato il tempio di Salomone; gli scettici credono si riferisca invece al denaro, la moneta dell'uomo occidentale e capitalista), a chi si fida di donne cattive e disubbidisce i comandi divini. Bisogna conservare la propria integrità fisica e morale, e i capelli sono un simbolo, da custodire gelosamente.
«Conservate la vostra cultura
non abbiate paura dell'avvoltoio
fatevi crescere i riccioli»
La musica rastafariana
La musica Nyabinghi è la musica rasta per eccellenza. Questa è suonata alle cerimonie sacre chiamate "groundations" o proprio nyahbinghi , che includono percussioni e canti , assieme alla preghiera. Il nome nyabinghi deriva da un movimento dell'est dell'mw1qAfrica attivo nel periodo tra gli mw1ganni Cinquanta dell'Ottocento e mw1wgli anni Cinquanta del Novecento che fu guidato dalle popolazioni che si opponevano all'imperialismo europeocite-ref-important-ca-10-0[10]. Questa forma di nyabinghi girava attorno alla figura di Muhumusa, una donna guaritrice dell'mw3qUganda che organizzò una resistenza contro i colonialisti tedeschi. I britannici in Africa combatterono i nyabinghi, classificandoli come stregoni dopo che era stata varata l'"Ordinanza sulle stregonerie" nel mw3g1912cite-ref-important-ca-10-1[10].
In mw5aGiamaica, la cultura nyabinghi venne adottata da molti anti-colonialisti che si opponevano all'occupazione britannica, e venivano spesso organizzate delle danze per invocare il potere di mw5qJah contro l'oppressore. La musica africana sopravvisse alla schiavitù perché i colonizzatori incoraggiavano a suonarla come metodo per tenere alto il morale degli schiavi. La musica popolare giamaicana (mw5gmento, mw5wcalipso, nyabinghi e poi reggae in tutte le sue forme) sorse dunque dall'incontro tra elementi nativi africani, ed elementi provenienti dai colonizzatori europeicite-ref-important-ca-10-2[10].
Il più significativo elemento musicale africano sopravvissuto nella tradizione popolare giamaicana è il burru drumming, inizialmente suonato nella mw7qparrocchia di Clarendon, una zona della Giamaica, e poi nell'ovest di mw7gKingston. Essendo la Giamaica il luogo di smistamento degli schiavi africani dopo il lungo viaggio transoceanico, delle comunità di schiavi fuggiaschi, denominate mw7wMaroon, riuscirono a stabilirsi in questa zona e a mantenersi autonome, mantenendo le tradizioni africane in Giamaica e furono anche dei contributori alla nascita del rastafarianesimo, quando il burru drumming fu in seguito introdotto nella crescente comunità rasta di Kingstoncite-ref-important-ca-10-3[10].
La musica nyabinghi viene suonata in mw9q4/4tempo su tre tamburimw9g :
• Thunder: è una grancassa a doppia pelle, suonata con un martello . I colpi sono un tono aperto sul 1 e un colpo smorzato sul 3. Occasionalmente, il suonatore di thunder ne sincronizza il ritmo. Di solito viene tenuta in grembo e percossa con un bastone imbottito (spesso si usa una pallina da tennis).
• Funde: Il funde è il tamburo centrale. Mantiene il ritmo, sul 2 e sul 4. Si tiene a terra tra le ginocchia e si suona con i palmi delle mani.
• Repeater: il ripetitore, o kete, è il tamburo più piccolo e acuto. È una specie di bongo allungato. Il batterista tende a suonare intorno al 2 e al 4, con un ritmo sincopato, piuttosto che un controtempo. Questi ritmi sono importanti per la sensazione generale del ritmo Nyahbingi, ma il ripetitore ha un ruolo molto improvvisativo nel bingi perché è visto come il portatore dello spirito. Viene tenuto a terra tra le ginocchia e suonato con la punta delle dita.
Popolarizzazione e prime registrazioni
Le prime registrazioni di musica rastafari furono probabilmente iniziate da Count Ossie. Durante gli mw-ganni cinquanta egli venne seguito da altri artisti burru, come anche altri esponenti di altre religioni locali come la pocomania. Nel mwaqa1953, Ossie introdusse stili e ritmi ispirati al burru nella comunità rastafariana dell'ovest di Kingstoncite-ref-important-ca-10-4[10].
Ossie poi registrò con la collaborazione dei Fokes Brothers il brano "mwaqyOh Carolina", che fu prodotto da mwaqcPrince Buster. "mwaqgOh Carolina" fu la prima canzone popolare in Giamaica, e durante le stesse sessioni di registrazioni vennero prodotte le hit mwaqkska "mwaqoThey Got to Go" e "mwaqsThirty Pieces of Silver"cite-ref-important-ca-10-5[10]. Ossie venne conosciuto per altri lavori (con la sua band, The Mystic Revelation of Rastafari) specialmente con mwaraGrounation del mware1974. Ossie registrò anche materiale dalle sonorità mwarijazz, incorporando comunque elementi derivanti dalla tradizione rasta come le percussioni prima della sua morte avvenuta nel mwarm1976cite-ref-important-ca-10-6[10].
La musica reggae
La musica reggae nacque nel mwars1968 come variante del mwarwrocksteady. Questa musica era sostenuta in Giamaica principalmente dai mwar0rude boy, giovani delinquenti senza lavoro provenienti dai ghetti poveri di Kingston, i quali imitavano il vestiario dei gangster mafiosi dei film americani. L'emigrazione giamaicana verso l'Inghilterra era sempre stata forte, ma dopo l'indipendenza della Giamaica nel mwar41962 si intensificò ulteriormente, e gli immigrati trascinarono inevitabilmente la loro cultura, la loro musica nel paese europeo. Dapprima lo ska, poi il rocksteady, e poi il reggae, divennero molto popolari all'interno di alcuni movimenti giovanili britannici. Dal 1968, in contemporanea con la nascita del reggae, si assistette allo sviluppo di una nuova subcultura britannica chiamata mwar8skinhead, che adottò questa musica come propria del movimento. Questo legame ebbe il tempo di durare qualche anno, quando nei primi anni Settanta, più o meno nel mwasa1972, il reggae cominciò ad essere associato al movimento rastafaricite-ref-skabadip-com-11-0[11].
Come conseguenza, l'mwasyearly reggae, o skinhead reggae, così chiamato appunto per la popolarità tra gli skin, declinò, lasciando la strada libera per questa nuova forma politico-religiosa. Tutto ciò provocò anche il declino dello stesso movimento skinhead, che finì per scomparire per una buona parte degli anni Settanta. Il reggae cominciò ad ottenere consensi internazionali nei primi mwascanni settanta, grazie alla fama del re del reggae mwasgBob Marley. che incorporò elementi nyabinghi e canti rastafariani nella sua musica. Brani come "mwaskRastaman Chant" condussero questo movimento e la musica reggae agli occhi del mondo (specialmente tra le minoranze oppresse come gli mwasoafro-americani, i mwassnativi americani, mwaswprime nazioni canadesi, mwas0aborigeni australiani, i mwas4maori neozelandesi, o altre popolazioni africane)cite-ref-important-ca-10-7[10]. Tuttavia alcuni rasta disdegnarono il reggae affermando che era una forma di musica commercialecite-ref-important-ca-10-8[10].
Roots reggae
Roots reggae è il nome del sottogenere del reggae proprio dei rastafari. Questo è un tipo di musica spirituale, i quali testi trattano per la maggior parte l'elogio di mwatoJah (Dio). I temi ricorrenti includono la povertà e la resistenza all'oppressione del governo. Il culmine creativo del roots reggae infatti fu molto probabilmente nei tardi mwatsanni settanta, grazie ad artisti come mwatwJohnny Clarke, mwat0Horace Andy, mwat4Barrington Levy, e mwat8Lincoln Thompson che collaborarono con grandi produttori come mwauaLee "Scratch" Perry, mwaueKing Tubby, e mwauiCoxsone Doddcite-ref-important-ca-10-9[10]. Il roots reggae rappresenta una parte molto importante della musica giamaicana, e mentre altre forme di reggae cercarono in seguito un fine commerciale allontanandosi dai temi religiosi, il roots ha sempre mantenuto salda la sua impronta trovando una schiera di sostenitori sparsi in tutto il mondocite-ref-important-ca-10-10[10]. Il Roots reggae (come anche gli altri generi appartenenti al reggae) viene utilizzato dai rastafari per diffondere il messaggio di pace, amore e per diffondere rastafari stesso, infatti non a caso alcuni cantanti reggae seguono il movimento rastafari.
Correnti di pensiero
All'interno del movimento Rastafari si osservano diverse correnti. Le principali sono i Nyabinghi (o Nayabinghi, Iyahbinghi, Niyahbinghi), i Bobo Ashanti (conosciuti anche con il nome E.A.B.I.C che sarebbe l'abbreviazione di Ethiopian African Black International Congress, ma anche chiamati Boboshanti, Bobo Shanty o Bobo dread), e le Twelve Tribes of Israel. La corrente di pensiero più praticata è quella dei Nyabinghi, ma nonostante ciò appartenere a una corrente di pensiero non è obbligatorio, infatti molti rasta come mwau4Bob Marley non fanno parte di nessuna corrente mistica (anche se Marley frequentava spesso le Twelve Tribes of Israel però senza diventarne mai membro).
I rastafariani e l'uso della marijuana
I rastafari utilizzano la mwavemarijuana. L'erba è usata come medicinale, ma anche come erba meditativa, apportatrice di saggezza. Tale pratica non è un obbligo e infatti si possono incontrare rasta che non ne fanno uso. Viene sostenuto che l'erba mwaviganja sia cresciuta sulla tomba del mwavmRe Salomone, chiamato il mwavqRe Saggio, e da esso ne tragga forza. Questa però è una leggenda.
La mwavymarijuana è anche associata all'mwavcalbero della vita e della saggezza che era presente nell'mwavgEden a fianco dell'mwavkalbero della conoscenza del bene e del malecite-ref-12[12].
«Non puoi cambiare la natura umana, ma puoi cambiare te stesso mediante l'uso dell'Erba ...
In tal modo tu permetti che la tua luce risplenda, e quando ognuno di noi lascia risplendere la sua luce, ciò significa che stiamo creando una cultura divina
.»
I rastafari, comunque, predicano la disciplina morale ed il controllo di sé, e sono avversi ad ogni forma di ubriachezza.
Inoltre in Apocalisse (22, 1-4) ritroviamo una speciale rivelazione per il popolo Rasta, che vede ancora una volta le proprie fondamenta cristiane concretizzate nella Bibbia:
1. Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello.
2. mwawgIn mezzo alla piazza della città e mwawkda una parte e dall'altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; mwawole foglie dell'albero servono a guarire le nazioni.
3. E non vi sarà più maledizione. Il trono di Dio e dell'Agnello sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno;
4. mwaw8vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte."
Le donne rastafariane
I rastafariani conferiscono alla donna, in accordo con gli insegnamenti di mwaxmHailé Selassié, la medesima dignità dell'uomo. L'imperatrice Menen, legittima sposa dell'Imperatore ed associata alla sua gloria regale, riceve presso i rastafariani particolare venerazione, considerata la prima creatura dopo Cristo, la Madre della Creazione e la Regina dei Re.
Note
cite-note-11. ↑ 1 Re 10:1-13; 2 Cronache 9:1-12.
cite-note-22. ↑ Lorenzo Mazzoni. mwax0Kebra Nagast. La Bibbia segreta del Rastafari. (Roma: Coniglio editore, 2007).
cite-note-33. ↑ mwayemwayibbc.co.uk, mwaymhttps://www.bbc.co.uk/religion/religions/rastafari/ataglance/glance.shtmlmwayq Titolo mancante per url mwayuurl (aiuto).
cite-note-44. ↑ mwaysmwaywmway0Copia archiviata, su mway4christiancourier.com. mway8URL consultato il 28 dicembre 2015 mwaza(archiviato dall'mwazeurl originale il 1º gennaio 2016).
cite-note-55. ↑ mwazumwazymwazc1Re 10, su mwazgLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-66. ↑ mwazwmwaz0mwaz42Cronache 9, su mwaz8La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-77. ↑ mwaammwaaqmwaauWorship and customs, BBC, 9 ottobre 2009.
cite-note-88. ↑ mwaakmwaaomwaasnumeri 6, su mwaawLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-99. ↑ mwabamwabemwabigiudici 16:13-19, su mwabmLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-important-ca-1010. ↑ mwacsmwacwmwac0important.ca - Rastafarimwac4 : Roots reggae, su mwac8important.ca.
cite-note-skabadip-com-1111. ↑ mwadmmwadqmwaduskabadip.com - Dallo ska al reggae, dal reggae allo ska, su mwadyskabadip.com.
cite-note-1212. ↑ mwadoKebra Negast, pp. 61-62
cite-note-131. (mwad4mwad8EN) Leonard Barrett, mwaeaThe Rastafarians-Sound of Cultural Dissonance, Boston, Beacon Press, 1988, p. 255.
Bibliografia
• Silvia Zanella, mwaeqIl Rastafarianismmwaeu : dall'anticolonialismo caraibico alle subculture giovanili trasgressive, Memoria e ricercamwaey : rivista di storia contemporanea. Fascicolo 25, 2007 (Società Editrice Ponte Vecchiomwaec ; Caroccimwaeg ; Franco Angeli, 2007).
Voci correlate
• mwaewKebra Nagast
• mwae4Ras (titolo)
• mwafaEtiopismo
• mwafiHailé Selassié
• mwafqBob Marley
• mwafyBenjamin Zephaniah
• mwafgMarcus Garvey
• mwafoNazireato
• mwafwReggae
• mwaf4Sciasciamanna
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni di o su rastafarianesimo
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su rastafarianesimo
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itrastafarianesimo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaRastafari, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Elizabeth A. Mcalister, Rastafari, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaguSito Ufficiale della Federazione Assemblee Rastafari in Italia, su ras-tafari.com.
• mwagcSito di Cultura e Fede Rastafari, su rastafari-regna.com.
• mwagkSito che raccoglie discorsi di Haile Selassie in italiano, su rastafari.gatblog.ch. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).